Francesco Bucci è nato nel 1961 a Maglie, dove è tornato a vivere da alcuni anni. Insegna in un Istituto Superiore della sua città. Ha scritto di musica e fatto traduzioni per le riviste Mucchio Selvaggio, Jamboree e Outsider. Negli anni Novanta del secolo scorso, ha realizzato la micro-rivista Doctor Sax (poesia-e-altre-storie-a-sorpresa). Ha pubblicato racconti e poesie su riviste, nonché i romanzi Se un pomeriggio d’estate una pompa di benzina (Doctor Sax, 2010), I giorni perduti d’Inghilterra (Bookabook, 2018) e, con Pierfrancesco Liguori, Ultime voci dai fondali profondiIl mistero del Travancore (Les Flâneurs, 2021).

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Vittorio Orsenigo è di famiglia antica,  piena  zeppa di radici da incubo. Per uscirne, fin da ragazzo, si è occupato di ‘suffumigi ‘patafisici’. Sommozzatore e uomo di teatro ama la compagnia dei pesci corallini giallo cromo e dei libri. Come se non bastasse è scrittore, pittore e fotografo. Di sé afferma che il suo corpo intellettuale è cosparso di ematomi, dovuti a ritorni di colpi da egli stesso assestati a scrittori ed editori (legge del contrappasso).   Lo si può incontrare al Redecesio dove Tullia gli spadella di brutto buonissimi involtini di piselli. Tra i suoi libri è abbastanza utile citare L’uccellino della radio, una buona porzione di farfalla cavolaia e di caste sociali. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Incidenti quasi mortali (2010). Vive a Milano.

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Paolo Vistoli è nato a Masiera di Bagnacavallo l’8 dicembre del 1958. E’ uno psichiatra vero da 31 anni, uno psichiatra che parla con i suoi sofferenti, che dorme con loro, che mangia con loro, che fa festa con loro, che va in bicicletta con loro, che piange con loro, che gli dà delle pillole… che ormai è uno di loro o forse lo è stato sempre. Sta scrivendo la sua opera omnia intitolata Apologia dello sporco. Questa opera quando sarà finita farà dimenticare tutti gli articoli di psicopatologia e di filosofia applicata che ha scritto su riviste scientifiche. Farà dimenticare il I° premio nella rassegna Racconti a DOP (Modena, 2003) con il racconto Il sanatorio di Valle, tutte le scemenze pubblicate finora su La Piè, su Tratti, sull’L’accalappiacani, su Technè e sugli Almanacchi Quodlibet (2016, 2017, 2019). Farà dimenticare anche la raccolta di scarabocchi brut Segni ribelli (2012).  Ha una moglie e un figlio. La moglie s’è messa a scrivere anche lei. Il figlio sta cambiando casa.

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Santa Caltabiano (Catania 1963), esercita come architetto a Roma nel campo delle ristrutturazioni e dell’interior design. Ama scomporre e ricomporre le forme architettoniche, esattamente come fa con le parole. La sua attività ludolinguistica si condensa nel calembour: “il mio periodare è una prosa per i fondelli”. Ha pubblicato le sillogi aforistiche Cavocalate (ed. Babbomorto, 2019), Qui gatta ci covid (ed. Babbomorto, 2020), Coronam Populo (in Aforismi della Quarantena, ed. PuntoaCapo, 2020), Covi d’aforismi e Calemburdel (in Clinamen-19, ed. Decollagium Apataphisicum Mediolanense, 2021).

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Alberto Miliani è nato a Ferrara nel 1950, il 7 novembre (come Albert Camus e Gigi Riva). Dal 1991 vive a Reggio Emilia. Interrotti gli studi di medicina, ha lavorato come libraio e grafico. Da diversi anni si dedica a un progetto autobiografico che combina varie tecniche artistiche. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Siam pieni di tangenziali (2018), Finché morte non mi separi (2019) Siamo in uno (2020), Per via (2020) e M. Edmond (2021). Il resto del suo lavoro è inedito, non esiste una bibliografia ufficiale, tuttavia ne esiste una fantomatica che fa capo alla casa editrice Doggy Bag da lui inventata.

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Federico Ferrari (Milano, 1969). Insegna Filosofia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra i suoi ultimi libri: “L’insieme vuoto” (Johan & Levi, 2013), “L’anarca” (Mimesis, 2014), “Oscillazioni” (SE, 2016) e, con Jean-Luc Nancy, “Estasi” (Sossella, 2022). Nel 2020 ha cofondato la rivista “Antinomie”. Per FUOCOfuochino ha pubblicato “Gli occhi rovesciati” (2021) e “Nounou” (2022).

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Isidore Lucien Ducasse, (Conte di Lautréamont) nasce a Montevideo nel 1846. Dal 1859 è in Francia, studia al liceo di Pau fino al 1865. Nel 1868 pubblica, anonimo, il primo canto de Les Chants de Maldoror. Nel 1869, con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont viene stampata l'opera completa in sei canti, ma l’editore Albert Lacroix non mette in vendita il libro per timore della censura. Col suo vero nome nel 1870 pubblica Poésies I e Poésies II. Poco dopo muore, a soli ventiquattro anni, a Parigi, nel suo letto d’albergo, i sospetti del decesso vanno dal suicidio a morte per tubercolosi. I surrealisti lo hanno considerato un loro predecessore.

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