Paolo Beneforti è nato nel 1964 a Pistoia dove vive e lavora come pittore, scultore, insegnante di pittura e libraio. Ha (auto)pubblicato i seguenti brevi testi illustrati: Per una biografia di Anemone Tarzàn il cui corpo non era coeso (2018), Novissimi limerick pistoiesi (2019), La città sotto la neve (2020), Una settimana nel Grande Edificio” (2023), “Viaggi. Un inventario parziale” (2023). Per FUOCOfuochino ha pubblicato L’organizzazione criminale (2022) e La scomparsa del paese di Fondo (2024).

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Gaston Piger è il famigerato editore clandestino di Piger Edizioni, la cui unica collana “Strisce” è composta da opuscoli 12x6cm che vengono terroristicamente spediti o spacciati in cambio di un cappuccino. Da par sua ha dato alle stampe due libri: Signorina anarchia (2021) e Manuale di insubordinazione (2023), entrambi per Ortica editrice. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Il bibliopatico (2023).

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Bibliografia di Antonio Tacete (pseudonimo di Antonio Ugolotti Serventi). La casa di Stendhal, tipografia Colonna (1996), Il pozzo medievale, tipografia Pandini (1999), Il bambolone nano nella città del formaggio, tipografia Colonna, prima edizione (2003), La bibbia dei topi, tipografia Colonna (2006), Il formichiere elettronico, Battei (2010), L'invasione delle cavallette, Guaraldi (2012), Villa il nano, FUOCOfuochino (2014), La sigaretta all'incenso, Zemak (2014), Le lucciole nella lana delle pecore, Guaraldi (2015), Le gite allo stadio San Siro, tipografia Pandini (2017), La ponga musica, Battei (2018), Il bambolone nano nella città del formaggio, Battei, seconda edizione (2020), Le giostrine del criceto assassino, Battei (2021), Roma, Apuleio e un racconto di Villa il nano (FUOCOfuochino, 2023)


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Giuseppe Pontiggia (Como, 1934 – Milano, 2003). Collabora fin dall’inizio (1956-1957) con la rivista d'avanguardia Il Verri, diretta da Luciano Anceschi. Nel 1959 si laurea all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo. Lo stesso anno pubblica il suo primo romanzo autobiografico La morte in banca, per il quale aveva avuto un incoraggiamento decisivo da Elio Vittorini. Nel 1961 lascia l'impiego in banca e si dedica all'insegnamento serale. Nel 1963 sposa Lucia Magnocavallo, e sei anni dopo nasce il figlio Andrea. Nel frattempo è consulente di alcune case editrici: Adelphi per la quale pubblica nel 1968 L'arte della fuga; e la Arnoldo Mondadori Editore con la quale collaborerà attivamente, anche curando insieme con Marco Forti l'Almanacco dello Specchio fin dal primo numero del 1972. Ampliando la sua attività di saggista e di critico, nel 1978 pubblica con Mondadori il romanzo Il Giocatore invisibile; nel 1983 il romanzo Il raggio d’ombra, il cui filo conduttore sarà il tradimento di un infiltrato in un gruppo clandestino comunista; e raccolte critiche dalla scrittura limpida e di forte tensione stilistica: Il giardino delle Esperidi (1984), a cui fanno seguito il volumetto satirico Le sabbie immobili (1991), L'isola volante (1996) e I contemporanei del futuro: viaggio nei classici (1998), una delle riflessioni più profonde del secolo su chi sono i classici e perché, e sul rapporto che è possibile intrattenere con loro. Nella narrativa coglie brillanti successi di critica come di pubblico, vincendo tra l'altro il Premio Strega nel 1989 con La grande sera, il Super Flaiano nel 1994 con Vite di uomini non illustri (1993); il Premio Chiara alla carriera nel 1997; infine il Premio Campiello, il Premio Società dei Lettori e Pen Club nel 2001 con Nati due volte (2000), romanzo da cui è stato tratto il film di Gianni Amelio Le chiavi di casa. Oltre a questo, da Il giocatore invisibile, Sergio Genni aveva tratto il film omonimo (1985) per la televisione della Svizzera italiana; e da Vite di uomini non illustri Mario Monicelli il film Facciamo paradiso. Nel 1989 il musicista Marco Tutino aveva composto Due arie per soprano e pianoforte su suoi testi. Le opere di Pontiggia, in particolare Vite di uomini non illustri e Nati due volte, hanno grande successo internazionale e sono tradotte in tutto il mondo. Muore a Milano il 27 giugno 2003.

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Paride Mestieri (Montebancone, 1929 – 2011) dopo il secondo conflitto mondiale è stato impiegato nell’ufficio postale della città fino alla pensione. Appassionato di filatelia, nel 1988, ha vinto il premio “Gronchi rosa” e l’anno successivo ha pubblicato il romanzo Ob Torto Bollo, (Financo editore) finalista al premio Tonnari. Le quattro poesie qui pubblicate, contenute in due fogli dattiloscritti, sono state ritrovate dalla moglie, dopo la morte dell’autore, dietro un battiscopa della cucina.

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Ugo La Pietra è nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico. Architetto di formazione, artista, editor, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante” – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il Tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e ha curato diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca. Da sempre sostiene in modo critico con opere e oggetti, con l’attività teorica, didattica ed editoriale la componente umanistica, significante e territoriale dell’arte e del progetto. Nel 2020 realizza le tavole per la raccolta numero 7 della casa editrice FUOCOfuochino e, per la stessa, pubblica Il terrazzino (2023).

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Lisa Arfini nasce domenica undici novembre duemilauno. La sua anima, di certo, precedentemente. Se non fosse un mammifero sarebbe sicuramente un minuto uccelletto dal becco d’inchiostro scrivente, ma invece, come noi, ha conosciuto la carne della madre e il pensiero che lì vorrebbe tornare, o forse solo capire, alle volte, com’è che siamo piccoli eppure non sembra. Che capricci che smorfie: Lisa odia i fogli bianchi che dicono già tutto ma non spiegano niente. Lisa fanteria armata di segno e silenzio; non in guerra per davvero eppure non conosce pace il suo pensiero. Per FUOCOfuochino ha pubblicato La tua mano numerica (2023).

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