Antoine Naville (1938, Vigneux sur Seine) è autore di operette e romanzi gialli. Noto anche come suonatore di fisarmonica, si è esibito in molte sagre tradizionali paesane della Bretagna. Ha scritto Merde à la crème (Moulin Jaune, Paris, 1976) e Crocodillettes aux defaillance (Coco Canard, Lione, 1988). Per il teatro ha scritto commedie e tragedie mai rappresentate. Nel 2001 si è trasferito in Italia dove si occupa di volontariato e bielle d’accoppiamento. In una intervista ha dichiarato di appartenere a una razza nomade: “…I miei genitori erano polacchi di estrazione e circassici per vocazione…”. Vive a Tortona

Virginia Merisi, nasce né troppo presto né troppo tardi rispetto al ‘Novecento. Si interessa di avanguardie artistiche e anarchiche, di storie avvenute e anche di quelle che dovrebbero accadere ma che forse non succederanno mai, almeno fino all’avvento del mitico Uovo-farfalla. Nata nel giorno di Santa Lucia, soffre, ma non lo da a vedere, del fatto che ogni anno ottiene un regalo unico (o Santa Lucia o Natale). Patafisica da sempre, lascia spesso interdetto l’interlocutore per la sua invidiabile mania del particolare. Originale di nascita e sarcastica per adozione, vive abbastanza irregolarmente tra le brine e l’afa della Pianura del Po. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Il signor Cirillo (2009), L’incidente (2010) e Madame Senegal  (2019).

 

Maurizio Maggiani è nato a Castelnuovo Magra nel 1951. Elencare in questa sede premi e riconoscimenti è fuori discussione, così come lo è parlare della sua vita, lineare e contorta, profumata di mare e palude. Scrittore senza lasciare ombre continua a illuminare chiunque lo incontri al quale racconta di cibo e scrittura, di acqua che scorre fino al momento in cui la ferrovia s’interrompe per lasciare posto al vasto e misterioso mondo della meccanica, della pioggia e della notte.

Sandro Montalto (Biella, 1978) pubblica un po’ di tutto: poesia, prosa, critica letteraria, aforismi, teatro. Situazione grave! Peggiora la sua posizione proclamando di essere collaboratore di riviste e giornali, e di dirigere due riviste letterarie. Al limite del sopportabile, poi, pubblica qua e là scritti sulla musica, sull’arte e sul cinema, nonché contributi ludolinguistici, patafisici ed enigmistici. Dimostrando vero disprezzo del prossimo, svolge la professione di bibliotecario ed è attivo come compositore e direttore. Un po’ si vergogna, ma sopporta. Adora la realtà perché la trova surreale.

Alex Massigli (Savona, 1973) è stato militante nel gruppo dei Sedicenti Anarchici della Liguria Meridionale (S.A.L.M.). A seguito di una crisi euclidea si è diplomato in Conservazione dei beni ambientali con una tesi sullo “Sviluppo del pitòsforo in Costa del Sol”. Musicista autodidatta, ha eseguito sonate per la Rai con pezzi d’argenteria ed erba cipollina (1998) e ha tenuto lezioni presso l’Università di Genova sul rapporto della musica coi derivati del giardinaggio (2005). Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione della cooperativa “Stolidi ma felici”, ed è considerato un papa di gesso. Vive a Lerici.

Giovanni Maccari (Siena 1966). Ha scritto una monografia su Giuseppe Pontiggia (Cadmo, 2003) e curato un volume sulla critica letteraria di Guido Piovene (Il lettore controverso, Aragno, 2009). Suoi racconti sono apparsi sulla rivista “l’accalappiacani”, ora estinta; un suo romanzo incentrato sulla figura di Isaak Babel’ è uscito nel 2011 (Gli occhiali sul naso, Sellerio). Nello stesso anno, suo malgrado, ha pubblicato Lo sputo che cade (FUOCOfuochino).

Cristiana Minelli è nata a Modena nel 1965. Scrive storie surreali che qualcuno definisce, con generosità, vertigini di fantasia. Ha lavorato a Comix e cenato con Dracula, alias Christopher Lee, nel ristorante del miglior cuoco del mondo. Ufficio stampa di un Civico Museo d’Arte Contemporanea, soddisfa, al bisogno, bizzarre richieste. Scova carpe giapponesi vive in pieno inverno, assapora improbabili confetti di carta, si occupa di fenachistoscopi (che è sempre meglio che lavorare e basta). Canta in un coro Gospel, adora le corone ed è una fan de I Nuovi Bogoncelli di Paolo Nori. Fa tutto di corsa, ripetendo  ossessivamente il ritornello del coniglio bianco di Lewis Carroll “È tardi! È tardi!”.

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