Sergio Sozi(Roma, 1965) come critico letterario inizia a vaneggiare a Perugia nel 1995 con la fondazione del trimestrale culturale I Polissènidi. Ostinato come una capra pubblica di cultura su L'Unità, Avvenimenti, Trieste Arte e Cultura, Il Giornale dell'Umbria, Inchiostro, Letteratitudine, Lankelot, Italialibri. Nel 2000 si trasferisce in Slovenia ove pubblica il romanzo Il menù, (Castelvecchi, Roma 2009), Il maniaco e altri racconti (Casini, Roma 2007), Intervista a Claudio Magris (Historica, Cesena 2010), la curatela di Papir in meso, antologia slovena di novellisti contemporanei italiani (Beletrina ŠZ, 2005) e il volume croato di AA.VV. Lapis Histriae (2008). Vive a Lubiana.

Lino Di Lallo [1946] Scrittore e artista visivo, vive e lavora a Firenze, dove si è laureato in Architettura con Eugenio Battisti. Ha pubblicato le raccolte di poesie La disperazione (1980) e Penniscopio (1987), entrambe con El Bagatt di Bergamo, e Quo lapis? Inventare una scuola colorata (Einaudi 1994). È condirettore di Tèchne (nuova serie) e collabora a il Caffè illustrato.

Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, ha pubblicato cinque raccolte di versi. Le prime tre (Ora serrata retinae, Feltrinelli 1980, Nature e venature, Mondadori 1987, Esercizi di tiptologia, Mondadori 1992), sono state riunite nel volume Poesie e altre poesie (Einaudi 1996), cui hanno fatto seguito Didascalie per la lettura di un giornale (Einaudi 1999) e Disturbi del sistema binario (Einaudi 2006). Parallelamente alla scrittura in versi, Magrelli ha sviluppato una ricerca in prosa che si è dispiegata in quattro volumi: Nel condominio di carne (Einaudi 2003), La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza 2009), Addio al calcio (Einaudi 2010) e Geologia di un padre (2013). A questi due percorsi, si sono poi affiancati testidiversi come Che cos'è la poesia? La poesia raccontata ai ragazzi in ventuno voci (Sossella 2005, libro e cd), Sopralluoghi (Fazi 2006, libro e dvd), Il violino di Frankenstein. Scritti per e sulla musica (Le Lettere 2010) e il saggio Magica e velenosa. Roma nel racconto degli scrittori stranieri (Laterza). Docente di letteratura francese all'Università di Pisa e poi di Cassino, ha diretto la collana di poesia “La Fenice” Guanda e la serie trilingue “Scrittori tradotti da scrittori” Einaudi (Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Tra i suoi lavori critici, Profilo del Dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione a Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell'opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, poi, come Se voir se voir, l'Harmattan 2005, a cura di A. Ciancimino e P. Climent-Delteil), Il lettore ferito. Cinque percorsi critici: Larbaud, Apollinaire, Lamartine, Perec, Breton (Teatro di Roma, 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Nel 2002, l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.

Adamo Calabrese Stradivarius. Mio padre mi ha lasciato una cassa di libri dentro la quale ho coltivato la mia età dell’oro. Da mio padre ho imparato a scrivere, da Gustave Doré ho appreso il disegno, un vecchio suggeritore mi ha educato a recitare Shakespeare. Scrivo con la mano destra e disegno con la mano sinistra per separare il giorno dalla notte. Per campare ho venduto spade e coltelli spingendomi fino agli estremi mercati di Samarcanda.

Andrea Soncini, come cantano i Police, è “born in the ‘50s”, in verità quasi ‘60s, ma adora la musica dei ‘70s. Ha lasciato pensieri, parole e qualche foto sulle pagine di Rockerilla, Rock Star, Jam, Muzik, La Gazzetta di Modena, ELLE, Musica Leggera. Ha scritto note di copertina per album e cd, ha curato testi critici di mostre e di festival musicali. Ha tradotto le biografie di King Crimson, Dream Theater, e “Aqualung”, libro del musicologo inglese Allan Moore sull’omonimo disco dei Jethro Tull. Ha nei cassetti una buon numero di racconti che si ostina a prediligere (i racconti degli altri, non i suoi) mentre ripete che il racconto è come il maiale, non si butta via niente.

Don Backy (1939), pseudonimo di Aldo Caponi, già prima dello scoccare dei 60, è protagonista di alcune esibizioni nel genere rock and roll - insieme al gruppo, Kiss - con il nome d'arte di Agaton. Nel 1962 entra a far parte del Clan e partecipa alla prima edizione del Cantagiro - con il nuovo nome di Don Backy. Scrive il testo in italiano di “Stand By Me”, di Ben E. King, col titolo di “Pregherò”, incisa poi da Celentano, come quello di un'altra cover “Don't play that song”, che diventa il seguito di Pregherò, col titolo di “Tu Vedrai” - incisa da Ricki Gianco - oltre a quelli di “Sabato triste” e “Sono un simpatico”, sempre per Celentano e - in maniera spassionata - per molti altri artisti, tra i quali, Little Tony, Milva, Santercole, Milena Cantù, Ricky Gianco.  L’esordio al festival di Sanremo nel ’67 con L’Immensità, lo colloca di diritto tra i cantautori più popolari. Nello stesso anno, pubblica per Feltrinelli, il libro: "Io che miro il tondo". Nel 1968 per il Festival di Sanremo scrive due canzoni: “Casa bianca”, cantata da Marisa Sannia e Ornella Vanoni, che si classificherà al 2° posto della classifica finale - dopo aver vinto la prima serata - e “Canzone”, cantata da Celentano - che nel frattempo gli si è sostituito, imponendosi all'organizzatore - in coppia con Milva. Attivo sul fronte cinematografico come attore in numerosi film, tra i più famosi, "Banditi a Milano", di Carlo Lizzani, con G.M. Volonté. "I 7 Fratelli Cervi", di G. Puccini, sempre con G.M. Volonté. "Barbagia", ancora di Lizzani, con Terence Hill e "Satyricon" di G.L. Polidori, con Ugo Tognazzi. La passione per i paesaggi di neve fiamminghi, lo porta a dipingere una cinquantina di tele, per la sua personale galleria www.donbacky.it “Pennelli e colori”. Inizia a scrivere il racconto della sua avventura artistica, a partire dal 1955, con l'avvento del rock and roll, in un prezioso volume illustrato e ricco di ricordi: "Questa è la Storia..." (1955/1969), (Coniglio, 2007) e lo riedita per la propria edizione, L'Isola che c'è (2008). Prosegue quindi il racconto, decidendo di arrivare fino ai giorni d'oggi. Ricca anche la produzione di Album/Cd, con circa 20 titoli, da L'amore (Clan, 1965) a Il Mestiere delle Canzoni (Ciliegia bianca, 2010). Per FUOCOfuochino ha pubblicato il racconto I figli delle stelle (2013), Monologo (2015) e Risposta (2015).

Franco Nasi, saggista e traduttore, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Tra le sue pubblicazioni La malinconia del traduttore (Medusa 2008), Specchi comunicanti (Medusa 2010), e la cura (con A. Albanese) del volume I dilemmi del traduttore di nonsense (Longo 2012).

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