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Claudio Cerritelli (1953) si è laureato al Dams presso l’Università degli Studi di Bologna dove si è perfezionato in Storia dell’Arte Contemporanea.  I suoi interessi si sono rivolti verso specifici problemi d'interpretazione del ‘900: dal genere del paesaggio al concetto di avanguardia, dalla tendenza astratta e informale alla scultura ambientale, dalle relazioni verbo-visive all’arte concettuale e ad alcuni aspetti delle nuove tecnologie. È autore di monografie sull’opera di diversi artisti contemporanei, inoltre è curatore di rassegne storiche in spazi pubblici e privati. Dal 1994 dirige la rivista di critica e teoria delle arti “Nuova Meta. Parole e immagini”, attualmente in versione on-line. Dopo aver iniziato a insegnare nel 1980 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1986 al 2020 è stato titolare di una Cattedra di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Brera a Milano, dove vive e lavora.

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Marco Piardi DJ mancato con aspirazioni antropologiche e connotazioni funky incontra Pollock e apprende il caos. Studia il pop per mantenersi in un costante stato di crisi. Astrae l’invisibile per non prendersi troppo sul serio. Per FUOCOfuochino pubblica Manifesto dello scarabocchio (2021) con Diego Rosa.

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Sariette, pseudonimo di Antonio Pescarzoli, amico di Zavattini, fu un importante collaboratore de "La Fiera letteraria” e firmava una storica e importantissima rubrica di bibliofilia.  Libraio antiquario è autore di  Cento libri piacevoli (1936) un famoso ed estroso libro in forma di catalogo. Nel 2021 FUOCOfuochino pubblica, in collaborazione con Cesare Zavattini, Il mortimetro.

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Daniele Lorenzo Fumagalli nasce a Milano nel luglio 1957. Dopo pochi giorni si trasferisce in Brianza. Attualmente risiede a Barzago. La sua esperienza artistica cresce attraverso diverse attività, tangibili e non, seguendo con interesse e varie sperimentazioni, l'evoluzione e il progresso della tecnologia in diversi campi. Trasforma il colore in gas e lo pone sulla tela. Poi si entusiasma per le proiezioni e si diverte a proiettare luce, film e colori. Attualmente ha pensato che deve combattere il virus che sta circolando e si è messo a costruire un piccolo centro culturale. Sa di non avere speranze di riuscita nel suo progetto, ma continua comunque. Ha sempre con sé, come talismano protettivo, la maschera di saggezza. Per FUOCOfuochino pubblica Le magiostre (2021).

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Cesare Zavattini nasce a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, il 20 settembre 1902. Intellettuale poliedrico, Zavattini si caratterizza per la padronanza di diversi linguaggi (scrittura, cinema, poesia, fumetti, pittura, teatro) associata ad una spiccata attitudine al rinnovamento e alla sperimentazione nelle diverse forme espressive. Iniziata a Parma nel 1926 la carriera letteraria, nel 1931 pubblica il suo primo volume Parliamo tanto di me che riscuote un grande successo. Prosegue con I poveri sono matti (1937), Io sono il diavolo (1941), Totò il buono (1943) e, tra gli altri, Straparole (1967), Non libro più disco (1970), La Notte che ho dato uno schiaffo a Mussolini (1976), nonché i tre libri di cinema del 1979: Diario cinematografico, Neorealismo ecc. e Basta coi soggetti. Nel 1973 dà alle stampe il libro di poesie in dialetto, Stricarm' in d'na parola (Stringermi in una parola). In campo giornalistico, oltre a tante altre riviste, scrive su “Piccola”, “Novella”, “Secolo illustrato”, “Cinema illustrazione” e, dal 1937, collabora al “Marc' Aurelio”. Nel '37 assume la direzione del quindicinale “Le grandi firme” per trasformarlo con successo in un settimanale moderno e spregiudicato. Con Vittorio De Sica instaura un fecondo sodalizio professionale che porta sugli schermi capolavori del neorealismo cinematografico come Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951) e Umberto D. (1952). L'avventura cinematografica di Zavattini si chiude nel 1982 con La veritàaaa. Tra i molteplici riconoscimenti conseguiti, oltre ai due premi Oscar nel 1947 e nel 1949, si segnalano nel 1955 il Premio mondiale per la Pace e nel 1977 il “Writers Guild of America Medaillon”, premio dell'Associazione Scrittori di cinema americani, un'onorificenza concessa in precedenza solo a Charlie Chaplin. Cesare Zavattini muore a Roma il 13 ottobre 1989. È sepolto nella sua Luzzara. Nel 2021 FUOCOfuochino pubblica, in collaborazione con Sariette, Il mortimetro.

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