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DON BACKY PDF Stampa E-mail
Scritto da Afro Somenzari   
Mercoledì 03 Giugno 2015 00:00

Don Backy (1939), pseudonimo di Aldo Caponi, già prima dello scoccare dei 60, è protagonista di alcune esibizioni nel genere rock and roll - insieme al gruppo, Kiss - con il nome d'arte di Agaton. Nel 1962 entra a far parte del Clan e partecipa alla prima edizione del Cantagiro - con il nuovo nome di Don Backy. Scrive il testo in italiano di “Stand By Me”, di Ben E. King, col titolo di “Pregherò”, incisa poi da Celentano, come quello di un'altra cover “Don't play that song”, che diventa il seguito di Pregherò, col titolo di “Tu Vedrai” - incisa da Ricki Gianco - oltre a quelli di “Sabato triste” e “Sono un simpatico”, sempre per Celentano e - in maniera spassionata - per molti altri artisti, tra i quali, Little Tony, Milva, Santercole, Milena Cantù, Ricky Gianco.  L’esordio al festival di Sanremo nel ’67 con L’Immensità, lo colloca di diritto tra i cantautori più popolari. Nello stesso anno, pubblica per Feltrinelli, il libro: "Io che miro il tondo". Nel 1968 per il Festival di Sanremo scrive due canzoni: “Casa bianca”, cantata da Marisa Sannia e Ornella Vanoni, che si classificherà al 2° posto della classifica finale - dopo aver vinto la prima serata - e “Canzone”, cantata da Celentano - che nel frattempo gli si è sostituito, imponendosi all'organizzatore - in coppia con Milva. Attivo sul fronte cinematografico come attore in numerosi film, tra i più famosi, "Banditi a Milano", di Carlo Lizzani, con G.M. Volonté. "I 7 Fratelli Cervi", di G. Puccini, sempre con G.M. Volonté. "Barbagia", ancora di Lizzani, con Terence Hill e "Satyricon" di G.L. Polidori, con Ugo Tognazzi. La passione per i paesaggi di neve fiamminghi, lo porta a dipingere una cinquantina di tele, per la sua personale galleria www.donbacky.it “Pennelli e colori”. Inizia a scrivere il racconto della sua avventura artistica, a partire dal 1955, con l'avvento del rock and roll, in un prezioso volume illustrato e ricco di ricordi: "Questa è la Storia..." (1955/1969), (Coniglio, 2007) e lo riedita per la propria edizione, L'Isola che c'è (2008). Prosegue quindi il racconto, decidendo di arrivare fino ai giorni d'oggi. Ricca anche la produzione di Album/Cd, con circa 20 titoli, da L'amore (Clan, 1965) a Il Mestiere delle Canzoni (Ciliegia bianca, 2010). Per FUOCOfuochino ha pubblicato il racconto I figli delle stelle (2013), Monologo (2015) e Risposta (2015).

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Giugno 2015 15:58
 

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