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La più povera casa editrice del mondo!

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Intervista ad Afro Somenzari, della Casa Editrice FUOCOFuochino di Viadana (MN) PDF Stampa E-mail
Scritto da Afro Somenzari   
Martedì 28 Marzo 2017 11:14

Leditore pi povero del mondo

Intervista ad Afro Somenzari, della Casa Editrice FUOCOFuochino di Viadana (MN)

CASA/HIA: La presentazione della casa editrice ??Pi povera del mondo?? specifica anche che ??Non ci sono collane, c un catalogo, poverissimo ma c??. Ecco, qui io resto un po perplesso. Perch un catalogo con nomi quali (solo a citare gli arcinoti) Gianni Celati, Giuseppe Pederiali, Ugo Nespolo, Pupi Avati, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Don Backy e Guido Davico Bonino, un catalogo non indigente, ma decisamente ipertrofico. Di conseguenza bello grassoccio. La povert, dunque, dove risiederebbe, Afro?

SOMENZARI: La povert di FUOCOfuochino riferita alleconomia, cio alla mancanza di profitto, la pecunia fuori discussione, tutto in forma di gratuit. Va detto che quando abbiamo pubblicato i primi Fuochini, come li chiamiamo noi, non avremmo mai pensato di farne una casa editrice, un catalogo, insomma tutte quelle cose che si fanno nel caso. Abbiamo stampato venti copie per curiosit, gioco e divertimento e le abbiamo spedite agli amici i quali hanno risposto dicendo che era una buona idea. Se cos, dissi, mandatemi dei testi brevi da pubblicare. E nata cos, in amicizia, poi la fortuna e il caso hanno voluto che arrivassero gli autori conosciuti che tu hai citato.

CASA/HIA: Gi. Curiosit, gioco e divertimento attivit inattive di chi, per fortuna, si trova a svilupparle in Terra molto tempo prima che in un particolare Limbo dove, come dice Guido Davico Bonino ??sono finiti e finiranno tutti quelli che sono stati e sono malati del Morbo delle due elle: Letteratura e Libri??. Personalmente, tuttavia, purtroppo trovo la nostra epoca malata di un morbo molto meno utile alla crescita culturale: la Comunicazionite Stupidosa Acuta e Cronica. Che si manifesta anche in un oceano insondabile di messaggi alfabetici inutili, stupidi e superflui. Stimolati, anzi indotti per non dire bellamente imposti da enti altrettanto inutili e controproducenti quali i cosiddetti social network. Per il Morbo delle due elle difficile emergere da quella preponderante e violenta malattia

SOMENZARI: Un morbo, una ossessione, vizio, patologia o tutto insieme, quando colpisce inesorabile. Potendo, aggiungerei una terza elle: Libert! Letteratura e libri significano libert di scegliere, di agire, di viaggiare. Non ho una scuola di pensiero, non frequento scrittori accademici ma per quanto mi riguarda, devo molto alla lettura anche se ondeggio tra racconti come I morti di Joyce e Locus Solus di Roussel, Lindifferente di Proust e Opere complete di Learco Pignagnoli di Benati. Ho un ago della bilancia immotivato, irragionevole e un po bastardo, dove bastardo va inteso come complimento. Mi interessa molto il discorso sui social network perch sono daccordo con te sulla loro inutilit, o meglio, potrebbero essere utili ma vengono usati senza ingegno, senza senso, in pratica omologati alle mode quindi privi di libert.

CASA/HIA: Primo vaccino anti-comunicazionite: lettura dei libri. Certo. Purch per sia unassunzione condotta in solitudine e santa pace, non nel casino che allora vuol dire doppia alienazione (cosa si pu capire di Omero o Proust con la musichetta di sottofondo, i motori delle auto e la gente che telefona?). Dunque Libro, Letteratura e Libert necessitano anche di una P: Pace. Ed io ora ci metterei pure la U di un altro bene raro: lUmilt. A questo ultimo proposito, vorrei sottoporre alla tua attenzione critica un particolare che ho notato: se la letteratura antica (intendo grecoromana) inizia sempre con lo scrittore che prega una Musa, un dio o unaltra entit superna, le opere moderne non lo fanno: gli autori non hanno timore di mettersi in mostra davanti alla gente con le loro opere dov la U? Forse che gli autori moderni la lasciano solo ai lettori?

SOMENZARI: Ma se ci sono in giro autori che dicono: Non sono io a cercare le parole, sono loro a cercare me cosa vuoi pretendere? Siamo alla periferia della Letteratura, c pi umanit in una discarica che in un simposio di scrittori che criticano gli altri, per dietro la schiena.  Come possono questi rivolgersi alle Muse se loro stessi si credono Muse. Al nostro alfabeto aggiungerei le parole Essenziale e Rispetto, ma un alfabeto che non serve agli autori che piacciono a noi perch essi stessi sono gi fini, gentili, silenti Ormai nulla si crea e nulla si distrugge, tutto rimbalza

CASA/HIA: Eh s, tutto rimbalza, Afro, ma su che rimbalza? Direi: su quella particolare corazza fatta di una lega metallica che unisce lignoranza alla confusione e alla dispersione di questa epoca: Comunicate, comunicate pure fino a perdervi, imbecilli. Dopo per non venite a chiedermi dove siete finiti!, dice a voce altisonante il Supremo agli uomini, in un vecchio scritto anonimo che so. Sullarte (quella vera) per, ti proporrei di commentare questa opinione di un personaggio di E.T.A. Hoffmann, un pittore presente in un racconto dei suoi Notturni intitolato La chiesa dei gesuiti di G.:  La comprensione della natura  nel pi profondo significato di quel senso superiore che accende tutte le creature a una vita pi alta il sacro scopo di ogni arte.

SOMENZARI: Linutilit dellarte la sua potenza, la sua forza, la permanente idea che senza di essa non ci pu essere natura, cos come non c arte senza natura. Intercambiabilit, impazienza, urgenza e impossibilit questi forse sono ingredienti necessari allarte.

CASA/HIA: Impazienza, urgenza e impossibilit mi vanno bene, purch siano uniti allinstillazione di una sorta di vita sublime nel freddo prodotto artistico (concetto, questo, cui alludeva lanzicitato E.T.A. Hoffmann). Vorresti invece spiegarmi meglio cosa intendi con intercambiabilit?

SOMENZARI: A contaminazione preferisco il termine intercambiabilit perch, mentre la prima una sorta di interferenza, lintercambiabilit sostituisce funzioni senza togliere il concetto di piacere, godimento, soddisfazione dellopera darte. Meccanicamente e sensualmente Pezzi in forma di pera di Satie lo posso sostituire col Nudo che scende le scale di Duchamp o con Badilate di cultura di Freak Antoni perch al momento ho bisogno di moltiplicarne le funzioni, cos come Bagatelle per un massacro di Cline pu essere sostituito da una Black dance di Schultz  o da Udnie di Picabia. Ma si stratta di arte moderna. Forse con larte classica antica non funziona, bisognerebbe provare.

CASA/HIA: Eh no: i letterati e gli artisti antichi erano ben poco intercambiabili. Litigiosi, piuttosto, proprio per motivi di Ego. Con loro infatti secondo me morta larte, che credo abbia senso solo se si ammette lindividualit, inimitabilit ed insostituibilit della persona, del singolo uomo: una funzione dellarte, ricordiamoci, resta la perpetuazione (aggiungiamo la lettera P, Afro?). A dirla tutta: mi spiace ma io condivido i Francofortisti (Adorno in primis) che si scagliavano contro la serialit e riproducibilit della nostra era. Il pezzo unico daltronde anche un po la linea filosofico-editoriale dei Fuochini o erro?

SOMENZARI: Le riproduzioni di unopera musicale o di un testo letterario hanno senso perch senza, non si ascolterebbe pi una sola nota e non si leggerebbe pi un solo libro. Il discorso cambia invece per larte figurativa e sono in pieno accordo sulla unicit dellopera e sul terribile processo di divulgazione, rivolto a tutti. Venti copie numerate di Fuochini sono un po poche perch si parli di riproducibilit, ma vi sono le raccolte di FUOCOfuochino distribuite tuttavia la loro diffusione resta limitata.

CASA/HIA: Giusto qui ti volevo, carissimo Afro: ce lo presenteresti come Dio comanda, questo volumone numero quattro, appena uscito (febbraio 2017) in forma cartacea? Cos chiudiamo in bellezza la chiacchierata eh

SOMENZARI: La raccolta n. 4 nasce come le precedenti, con una tipografia generosissima e della stessa pasta gli autori che compaiono, cos come la premessa di Elena Pontiggia e le tavole di Giuliano Della Casa. Tra gli intenti, va ricordato quello di fare mondo tra autori che pubblicano la prima volta e scrittori noti. C anche un certo Sergio Sozi che non ho ancora avuto la fortuna di conoscere di persona ma che per simpatia, finezza e discrezione, conosco da tanto, ma tanto tempo. Per le ferie rivolgersi a Bosco di Corniglio e per qualsiasi controversia consigliabile andare a Patrasso.

CASA/HIA: Con una grassa e, come sempre ci ha abituato il personaggio, goliardica risata ci congediamo (malvolentieri) da Afro Somenzari della FUOCO/Fuochino, lunica realt editoriale in Italia a presentarsi come La Casa Editrice pi povera del mondo e ad esserlo veramente. Aspettiamo a giorni anche la certificazione ufficiale di tutela del marchio come giustamente accade per ogni razza in via destizione.

Sergio Sozi

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Ultimo aggiornamento Martedì 28 Marzo 2017 11:37
 

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