Paola Cerutti è nata a Torino nel 1974. La sua frase preferita l'ha scritta Caproni: "Per quanto tu ragioni, c'è sempre un topo – un fiore – a scombinare la logica".

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Francesco Bucci è nato nel 1961 a Maglie, dove è tornato a vivere da alcuni anni. Insegna in un Istituto Superiore della sua città. Ha scritto di musica e fatto traduzioni per le riviste Mucchio Selvaggio, Jamboree e Outsider. Negli anni Novanta del secolo scorso, ha realizzato la micro-rivista Doctor Sax (poesia-e-altre-storie-a-sorpresa). Ha pubblicato racconti e poesie su riviste, nonché i romanzi Se un pomeriggio d’estate una pompa di benzina (Doctor Sax, 2010), I giorni perduti d’Inghilterra (Bookabook, 2018) e, con Pierfrancesco Liguori, Ultime voci dai fondali profondiIl mistero del Travancore (Les Flâneurs, 2021).

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Isidore Lucien Ducasse, (Conte di Lautréamont) nasce a Montevideo nel 1846. Dal 1859 è in Francia, studia al liceo di Pau fino al 1865. Nel 1868 pubblica, anonimo, il primo canto de Les Chants de Maldoror. Nel 1869, con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont viene stampata l'opera completa in sei canti, ma l’editore Albert Lacroix non mette in vendita il libro per timore della censura. Col suo vero nome nel 1870 pubblica Poésies I e Poésies II. Poco dopo muore, a soli ventiquattro anni, a Parigi, nel suo letto d’albergo, i sospetti del decesso vanno dal suicidio a morte per tubercolosi. I surrealisti lo hanno considerato un loro predecessore.

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Marco Acerbi, dalla fine del 1957 (anno in cui è nato) ad oggi, non si registrano fatti degni di nota.  Ma dato che al momento è vivente, può sperare ancora.
Per FUOCOfuochino ha pubblicato Sulla luna (2020) e Oddo, Ada ed io (2021).

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Santa Caltabiano (Catania 1963), esercita come architetto a Roma nel campo delle ristrutturazioni e dell’interior design. Ama scomporre e ricomporre le forme architettoniche, esattamente come fa con le parole. La sua attività ludolinguistica si condensa nel calembour: “il mio periodare è una prosa per i fondelli”. Ha pubblicato le sillogi aforistiche Cavocalate (ed. Babbomorto, 2019), Qui gatta ci covid (ed. Babbomorto, 2020), Coronam Populo (in Aforismi della Quarantena, ed. PuntoaCapo, 2020), Covi d’aforismi e Calemburdel (in Clinamen-19, ed. Decollagium Apataphisicum Mediolanense, 2021).

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Vittorio Orsenigo è di famiglia antica,  piena  zeppa di radici da incubo. Per uscirne, fin da ragazzo, si è occupato di ‘suffumigi ‘patafisici’. Sommozzatore e uomo di teatro ama la compagnia dei pesci corallini giallo cromo e dei libri. Come se non bastasse è scrittore, pittore e fotografo. Di sé afferma che il suo corpo intellettuale è cosparso di ematomi, dovuti a ritorni di colpi da egli stesso assestati a scrittori ed editori (legge del contrappasso).   Lo si può incontrare al Redecesio dove Tullia gli spadella di brutto buonissimi involtini di piselli. Tra i suoi libri è abbastanza utile citare L’uccellino della radio, una buona porzione di farfalla cavolaia e di caste sociali. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Incidenti quasi mortali (2010). Vive a Milano.

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Michele Ruggiero, allievo dello storico Ambrogio Donini; già docente di lettere italiane e latine nei licei, e dirigente scolastico negli istituti d’istruzione secondaria; cultore di studi storico-letterario-artistico-religiosi, Socio del Centro Ricerche di storia e arte bitontina di cui è stato anche presidente; già segretario generale dell’Unione dei centri di ricerca di Puglia.  Componente del coordinamento del progetto regionale Puglia, Cronotassi ed araldica dell’episcopato pugliese, ha con altri curato i lavori per l’edizione dell’omonimo volume presso l’Edizioni Levante di Bari (1984). Del 2015, Odore di terra. Sentieri tracciati da Giovanni Modugno, Primo Mazzolari, Grazia Deledda, Di Marsico Libri di Modugno-Bari. Suoi lavori sono pubblicati sulla rivista Studi Bitontini: tra gli altri, Giovanni Battista Stella, il poeta vescovo (1561-1621) nel numero speciale in ricordo di Felice Moretti, 2016 – nn. 101 –  102, pp. 241-274. Rivive la storia al museo diocesano di Bitonto (prima parte) in Nuovi Orientamenti n. 172/2020 pp. 37-40; (seconda parte) n. 173/2020 pp. 39-44.  In preparazione, Il fiore di Cyrene. Carme in lode di S. Filippo Neri di Giulio Cesare Stella (1622).

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