Bianca Pitzorno è nata a Sassari nel 1942. Laureata in LettereClassiche con specializzazione in archeologia, dopo un breve periodo di scavi ha conseguito un master in cinema e televisione, ha frequentato la Scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato per molti anni come funzionaria addetta ai programmi televisivi culturali presso la RAI di Corso Sempione. Attualmente vive e lavora tra Milano e Alghero. Dal 1970 ad oggi ha pubblicato circa cinquanta opere tra saggistica e narrativa (per bambini e per adulti) che in Italia hanno venduto più di due milioni di copie e sono state pubblicate anche in molti altri Paesi (in Europa, in Asia e in America). Ha tradotto in italiano opere di Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Tove Jansson, Soledad Cruz Guerra, Mariela Castro Espìn, Enrique Pérez Díaz. Nel 1996 l'Università di Bologna le ha conferito la laurea honoris causa in Scienze della Formazione. Tra i suoi titoli più recenti il saggio Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente (Il Saggiatore, 2006); le biografie Giuni Russo da Un'estate al mare al Carmelo (Bompiani, 2009) e Vita di Eleonora d’Arborea principessa medioevale di Sardegna (prima edizione Camunia del 1984, ora aggiornato sui nuovi documenti venuti alla luce. Mondadori Oscar Storia 2010) e infine il romanzo La vita sessuale dei nostri antenati - spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi (Mondadori 2015).

Sono nata una mattina d'estate di tanti anni fa. Le cicale e il vento mi hanno accompagnato nella scoperta del mondo dei suoni. Scrivo parole e musica che poi semino dove capita. Ho notizia di qualche fioritura in quattro continenti. Negli altri, chissà... Della mia vita niente ha importanza, se non il fatto che sono un essere umano, e che di umanità racconto.

Donato Novellini è nato nel 1973. Nel 1990 ha iniziato la sua carriera artistica con il Cul dal Sac. Ha esposto in vari spazi della città di Mantova tra i quali: Casa del Mantegna, Archivio di Stato, Palazzo Ducale e del mantovano: Galleria del Premio Suzzara, Museo Polironiano di San Benedetto Po. Ha partecipato a tre edizioni di Mantova Creativa, collaborato con Eterotopie, Centro di Cultura Einaudi e ha scritto per Corraini Edizioni a proposito di design. È stato direttore artistico di Spazio Mariconda. Dal 2011 è presidente dell’Associazione Imprimatvr per la quale ha curato tutte le edizioni della Biennale. Nel 2014 ha fondato il primo fablab della provincia di Mantova, nell’ex macello comunale di San Martino dall’Argine. Dal 2015 cura le rubriche di estetica Cul de Sac su I Fiori del Male.it e Artefatti su Barbadillo.it. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Letto per lo scritto: Bleu (2016).

Giorgio Bàrberi Squarotti è nato a Torino il 14 settembre 1929. Ha insegnato Letteratura italiana all'Università di Torino come ordinario dal 1967 al 2002. Ha diretto e organizzato la redazione del Grande Dizionario della Lingua Italiana della casa editrice UTET in ventidue volumi e ha pubblicato un cospicuo numero di saggi critici dedicati ad autori della nostra letteratura e quasi altrettante raccolte di versi.

Duccio Scheggi (Siena, 1985 volg.). Creatore di Cadaveri Squisiti(.it), è Di Rettore del Decollagium 'Pataphysicum Florentinum. Ha pubblicato L’Estasi della Neve per ed. Collage de 'Pataphysique, Operetta Amorale per ed. Babbomorto e per FUOCOfuochino Fiaba breve per bambini spariti (2016). 

Edgardo Franzosini è originario di un paese della Brianza il cui nome, in poco più di mezzo secolo, è stato già cambiato tre volte. Lo stesso Franzosini, nel corso degli anni, si è trasformato da semplice lettore, in traduttore e infine in scrittore. Il suo primo libro, pubblicato con uno pseudonimo, aveva per titolo: “Bela Lugosi. Biografia di una metamorfosi”.

Stefano Tonietto è mezzo salentino, benché nato a Padova, città la cui fondazione mitica non ha cantato in un poema in esametri, l'Antenoreide. Il suo cognome deriva da un Tonieto, agricoltore che morì nel 1476. Insegna a liceali classici e apprende da loro. È stato lui che ha scritto Olimpio da Vetrego. Ha inventato una disciplina, la Filologia Ricostruttiva, finalizzata a colmare creativamente le lacune della produzione letteraria altrui. Attualmente si occupa di Filologia Ricostruttiva Romanza, componendo nei volgari italiani rime che non sono mai state scritte ma che avrebbero potuto. Non ha più la colecisti ma tira avanti. L'anagramma del suo nome, secondo Renato De Rosa, è: “Fa inetto sonetto”. Per FUOCOfuochino ha pubblicato La parola non trovata. Un Gozzano moderno (2016) e Casi (2018) e per Quodlibet Letteratura latina inesistente (2017).

 

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