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Barbara Lodi Rizzini è nata a Viadana nel 1971. Amante del cammino si lancia in avventure che, a volte, la orientano verso situazioni ascensionali a correnti alternate, però a latere.

Per FUOCOfuochino ha pubblicato Altrove è qui  (2024).

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Camillo Cuneo è nato a Genova nel 1962. Dopo aver organizzato, tranne che nella città di Antofagasta, esposizioni in tutto il mondo, ha preferito dedicarsi alla contemplazione visiva e sonora dell’universo che appartiene alla virtù della parola scritta e poco verbale, anche se non rifiuta colloqui con animali, piante, zebre e pulcini, (accidentalmente con esseri umani). Una sua mostra a New York ha ottenuto folate di vento e qualche nota a saracinesca sulle ventitré del mattino successivo la nomina in carica. Per FUOCOfuochino ha pubblicato Caviale allo spiedo (2010) Star-falcioni (2011), Cercasi (2011),Vendesi/Affittasi (2012), Elogio del pompiere (2014), Il docente di ignoranza (2015), Frasi fatte per romanzi del futuro (2016), Gli amici immaginari (2023) e Le difficilimpiadi (2024). Vive sufficientemente appartato in una casa del bosco di Favale di Malvaro in Liguria.

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Paolo Beneforti è nato nel 1964 a Pistoia dove vive e lavora come pittore, scultore, insegnante di pittura e libraio. Ha (auto)pubblicato i seguenti brevi testi illustrati: Per una biografia di Anemone Tarzàn il cui corpo non era coeso (2018), Novissimi limerick pistoiesi (2019), La città sotto la neve (2020), Una settimana nel Grande Edificio” (2023), “Viaggi. Un inventario parziale” (2023). Per FUOCOfuochino ha pubblicato L’organizzazione criminale (2022) e La scomparsa del paese di Fondo (2024).

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Lorenza Amadasi (Pomponesco 1961 – Viadana 2021) con estenuante fatica ha continuato ad adattarsi al mondo, rivendicando il diritto di respirare pulito e immaginando un pianeta dove si possa ancora bere l’acqua dei fiumi. Ha realizzato alcune pubblicazioni tra le quali Courtain (2003) in collaborazione con Oliver Sacks per la casa editrice Pulcinoelefante. Nel 2009 ha fondato con Afro Somenzari FUOCOfuochino la più povera casa editrice del mondo per la quale ha pubblicato Omaggio a un bottone (2009), Per sentito dire (2010) e, in collaborazione con l’editore, Un centesimo di Dada (2016) e Il Cammello Portabuono (2024). Per la collana  I Quadri ha pubblicato Il fiore e le cento stelle, premessa di Andrea Canevaro e tavole di Mario Lodi (2017), Quando nessuna mano, premesse di Gino Ruozzi e Elia Malagò, tavole dell’autrice (2021), Ricominciare8 premessa di Frediano Sessi e tavole dell’editore (2023). Il suo desiderio, a fasi alterne, l’ha portata a trascorrere molto tempo in Grecia e in Francia

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Giuseppe Pontiggia (Como, 1934 – Milano, 2003). Collabora fin dall’inizio (1956-1957) con la rivista d'avanguardia Il Verri, diretta da Luciano Anceschi. Nel 1959 si laurea all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo. Lo stesso anno pubblica il suo primo romanzo autobiografico La morte in banca, per il quale aveva avuto un incoraggiamento decisivo da Elio Vittorini. Nel 1961 lascia l'impiego in banca e si dedica all'insegnamento serale. Nel 1963 sposa Lucia Magnocavallo, e sei anni dopo nasce il figlio Andrea. Nel frattempo è consulente di alcune case editrici: Adelphi per la quale pubblica nel 1968 L'arte della fuga; e la Arnoldo Mondadori Editore con la quale collaborerà attivamente, anche curando insieme con Marco Forti l'Almanacco dello Specchio fin dal primo numero del 1972. Ampliando la sua attività di saggista e di critico, nel 1978 pubblica con Mondadori il romanzo Il Giocatore invisibile; nel 1983 il romanzo Il raggio d’ombra, il cui filo conduttore sarà il tradimento di un infiltrato in un gruppo clandestino comunista; e raccolte critiche dalla scrittura limpida e di forte tensione stilistica: Il giardino delle Esperidi (1984), a cui fanno seguito il volumetto satirico Le sabbie immobili (1991), L'isola volante (1996) e I contemporanei del futuro: viaggio nei classici (1998), una delle riflessioni più profonde del secolo su chi sono i classici e perché, e sul rapporto che è possibile intrattenere con loro. Nella narrativa coglie brillanti successi di critica come di pubblico, vincendo tra l'altro il Premio Strega nel 1989 con La grande sera, il Super Flaiano nel 1994 con Vite di uomini non illustri (1993); il Premio Chiara alla carriera nel 1997; infine il Premio Campiello, il Premio Società dei Lettori e Pen Club nel 2001 con Nati due volte (2000), romanzo da cui è stato tratto il film di Gianni Amelio Le chiavi di casa. Oltre a questo, da Il giocatore invisibile, Sergio Genni aveva tratto il film omonimo (1985) per la televisione della Svizzera italiana; e da Vite di uomini non illustri Mario Monicelli il film Facciamo paradiso. Nel 1989 il musicista Marco Tutino aveva composto Due arie per soprano e pianoforte su suoi testi. Le opere di Pontiggia, in particolare Vite di uomini non illustri e Nati due volte, hanno grande successo internazionale e sono tradotte in tutto il mondo. Muore a Milano il 27 giugno 2003.

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